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Sylvia Likens: torturata e uccisa
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Sylvia Likens: torturata e uccisa nella casa che avrebbe dovuto proteggerla

mani donna dietro le sbarre

Sylvia Likens morì a 16 anni dopo mesi di violenze nella casa di Gertrude Baniszewski. La ricostruzione del delitto e dei complessi processi.

Nel luglio del 1965, i coniugi Lester e Betty Likens affidarono temporaneamente le figlie Sylvia, 16 anni, e Jenny, 15, a Gertrude Baniszewski, una donna divorziata che viveva con i propri figli a Indianapolis, nell’Indiana.

Quella sistemazione avrebbe dovuto garantire alle ragazze un alloggio mentre i genitori lavoravano come ambulanti nelle fiere. Nel corso dei mesi, perĂ², Sylvia divenne vittima di una successione di violenze, privazioni e umiliazioni compiute nella casa di East New York Street.

Le aggressioni coinvolsero Gertrude, alcuni dei suoi figli e ragazzi del quartiere. Sylvia venne progressivamente isolata, privata del cibo e infine confinata nel seminterrato. La sorella Jenny rimase nella stessa abitazione, sottoposta a minacce e intimidazioni.

prigioniero torturato
prigioniero torturato

Sylvia Likens: la morte e la testimonianza della sorella

Il 26 ottobre 1965, Sylvia morì all’interno dell’abitazione. La Corte Suprema dell’Indiana stabilì che il decesso era stato provocato dalla combinazione di ustioni, contusioni, ferite e un trauma alla testa. Gli esami rilevarono inoltre uno stato di grave malnutrizione.

Quando gli agenti arrivarono, trovarono il corpo in una camera da letto. Gertrude tentĂ² inizialmente di sostenere una versione secondo la quale Sylvia sarebbe stata aggredita da un gruppo di ragazzi dopo essere fuggita da casa.

Quella ricostruzione crollĂ² quando Jenny si rivolse alla polizia, offrendo di raccontare ciĂ² che era accaduto a condizione di essere immediatamente allontanata dall’abitazione. Le sue dichiarazioni e le successive testimonianze permisero di ricostruire i mesi di violenze.

Nel dicembre 1965 furono incriminati Gertrude e i figli Paula, Stephanie e John Baniszewski, insieme ai quindicenni Richard Hobbs e Coy Hubbard. Stephanie ottenne un procedimento separato, collaborĂ² con l’accusa e non venne condannata.

Le condanne annullate e il secondo processo

Il 19 maggio 1966, Gertrude Baniszewski venne riconosciuta colpevole di omicidio di primo grado e condannata all’ergastolo. Paula fu condannata all’ergastolo per omicidio di secondo grado. John Baniszewski, Richard Hobbs e Coy Hubbard furono invece giudicati colpevoli di omicidio colposo e condannati a pene comprese tra due e ventuno anni. I tre minorenni trascorsero circa diciotto mesi in carcere prima di ottenere la libertà condizionale.

Nel 1970, la Corte Suprema dell’Indiana annullĂ² il verdetto contro Gertrude e ordinĂ² un nuovo processo. La decisione non dichiarĂ² la donna innocente: riconobbe che l’enorme esposizione mediatica, il mancato trasferimento del procedimento e l’utilizzo delle dichiarazioni dei coimputati avevano compromesso il diritto a un processo equo.

Nel 1971 Gertrude fu nuovamente dichiarata colpevole di omicidio di primo grado e condannata all’ergastolo. Paula ammise invece l’omicidio colposo e ricevette una pena da due a ventuno anni.

Gertrude ottenne la libertà condizionale nel 1985, nonostante una petizione contraria sottoscritta da oltre 40.000 persone. Morì nel 1990. Le responsabilità giudiziarie per la morte di Sylvia furono quindi accertate, anche se nessuno dei condannati trascorse l’intera vita in carcere.

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ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2026 10:17

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